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Calabria

La Calabria, conosciuta anche come la punta dello stivale, è la regione più a sud della penisola italiana. Confina a nord con la Basilicata, è bagnata a ovest dal mar Tirreno e a est dal mare Ionio, il capoluogo è Catanzaro e conta circa 2.000.000 abitanti.

La Calabria, con i sui circa 800 chilometri di litorale marino, è la regione italiana maggiormente dotata di costa, costa caratterizzata da spiagge attrezzate e tratti selvaggi alternati da distese di sabbia e litorali rocciosi con paesaggi e borghi mozzafiato che si affacciano direttamente sul mare. La Calabria è comunque ricoperta per oltre il 40% da zone montuose con a nord il Massiccio del Pollino (provincia di Cosenza), a nord-ovest i Monti di Orsomarso, nel centro- l’altopiano della Sila nord (provincia di Cosenza e di Catanzaro), nel centro-sud le Serre Calabresi (provincia di Catanzaro e di Vibo Valentia) che si congiungono più a sud con l’Aspromonte (provincia di Reggio Calabria).

La Calabria fu da sempre terra di frontiera, luogo d’incontro e scontro di diverse culture e civiltà che nel corso della storia qui s’insediarono, terra anche di stravaganti convivenze presentando un contesto unico nel panorama antropologico del mediterraneo. Qui si conserva un immenso patrimonio storico-culturale con numerose tradizioni, feste e siti inseriti nella lista del patrimonio materiale e immateriale dell’umanità dall’Unesco.

E ancora, in Calabria risiedono 3 minoranze storico-linguistiche: gli Occitani di Guardia Piemontese in provincia di Cosenza, gli Arbëreshë soprattutto nelle provincie di Cosenza, di Crotone e di Catanzaro, e i Grecanici o Greci di Calabria stanziati nell’area Grecanica in provincia di Reggio Calabria. Presso queste comunità sono ancora vive tradizioni che attingono dal loro specifico universo simbolico-rituale. Sono fortissime le tracce originarie come presenza linguistica e culturale, per esempio, nella toponomastica, nell’onomastica e nel cosmo etno-antropologico e la lingua Occitana, Arbëreshë e Grecanica è ancora diffusa e parlata.

Secondo il mito il pronipote di Noè, Aschenez, giunse sulle sponde di Reggio Calabria tre generazioni dopo il diluvio universale. In ogni modo la presenza dell’uomo in Calabria ha origini molto remote a partire dal Paleolitico, come testimoniato dal graffito del Bos primigenius della Grotta del Romito a Papasidero nei pressi di Praia a Mare con una figura di un bue incisa nella roccia circa 12.000 anni fa.

Pare che nell’età del metallo in Calabria giunsero nuove popolazioni insediandosi nei pressi di Vibo Valentia e di Roccella Ionica. Secondo il mito greco, invece, nel 2.000 a.C. circa in Calabria giunsero gli Enotri che incontrarono gli Itali o Italòi con il re Italo (da qui il nome Italia), un antico popolo stanziato nel territorio delle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro.

Per la caratterizzazione dell’ethos e della cultura calabrese d’incredibile importanza fu lo sbarco di Greci sulla costa Ionica intorno all’VIII secolo a.C. con la successiva nascita di notevoli colonie come Kroton, Locri Epizephyrii, Metauros, Rhegion, Sybaris e ancora Hipponion, Kaulon, Medma, Scolacium e Terina, era la Magna Grecia. Il periodo greco in Calabria iniziò il suo lento declino con la progressiva pressione delle popolazioni autoctone dei Bruzi e dei Lucani per terminare con la definitiva conquista dei territori da parte dei Romani nel III secolo a.C.

A partire dalla caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476 fu la volta dei Goti, dei Bizantini e dei Longobardi, seguirono le incursioni Saracene e ancora, nel periodo medioevale, i Normanni, gli Angioini e gli Aragonesi. Dal XIII la Calabria fu assoggettata fino all’unità d’Italia (1861) dal Regno di Napoli o Regno delle due Sicilie con le dinastie degli Asburgo e dei Borbone e con un breve periodo francese con Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat (giustiziato a Pizzo).

Rimangono come testimoni di questo grandioso passato numerosi siti archeologici dislocati in tutto il territorio calabrese, così come cenobi bizantini, chiese, castelli, borghi abbandonati, abbazie e monasteri, molti oggi ridotti in maestosi ruderi a causa dei continui e numerosi terremoti che nel tempo devastarono la Calabria. Si ricorda, tra tutti, il terremoto del 1783 con un’intensità pari all’undicesimo grado della scala Mercalli, considerato come la più grande catastrofe che colpì l’Italia meridionale nel XVIII secolo. La terra tremò per 3 giorni (tra il 5 e il 7 febbraio), i danni furono incalcolabili e i morti tra 30.000 e 50.000 persone, in alcuni paesi calabresi il tasso di mortalità raggiunse addirittura il 70%.

Ciao, sono Sergio Straface e sono un Antropologo. Mi occupo di ricerca etnografica e lavoro nel Marketing e nel Management dei Beni Culturali e del Territorio. Qui scrivo di tradizioni popolari e folklore – ricette e food – religiosità popolare – reportage – comunità storico-linguistiche calabresi – abbazie, chiese, conventi e santuari… insomma tutto quello che ha a che fare con l’universo etno-antropologico soprattutto in Calabria. Vai al Blog

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