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Catanzaro

Catanzaro, la città delle tre V: San Vitaliano, il Vento e il Velluto…

Catanzaro con i suoi oltre 90.000 abitanti è l’attuale capoluogo della Regione Calabria e dal 1593 storico capoluogo dell’antica provincia di Calabria Ultra, conosciuta anche come la città delle tre V (San Vitaliano, il Vento e il Velluto). Sull’origine di Catanzaro ci sono diverse ipotesi, una di queste fa risalire la sua origine a una colonia greca nel luogo che in seguito divenne l’antica Scolacium.

Un’altra ipotesi fa risalire l’origine di Catanzaro alla presenza di antecedenti insediamenti lungo la valle del fiume corace, e precisamente nella zona della Marina, di Santa Maria e di Tiriolo. Era la terra dei Feaci, luogo in cui secondo la leggenda Ulisse fondò l’antica Skilletion. In ogni modo ritrovamenti archeologici attestano che l’area del catanzarese era abitata fin dall’età del ferro dalla popolazione dei Vituli (adoratori del vitello), o più comunemente noti come Itali, governati dal re Italo (da qui il nome della penisola italiana).

La leggenda, invece, narra di due condottieri bizantini (Cattaro e Zaro) che, per via delle costanti minacce saracene della città magno-greca di Skilletion o Skillakion nei pressi della Marina (di seguito Scolacium nell’epoca romana), scelsero di spostarono la città in collina, era il IX secolo e ad opera del generale Flagizio si avviò la costruzione di una città fortificata che prese il nome di Katantzárion.

Agli inizi del X secolo Katantzárion fu occupata dai Saraceni che qui fondarono un emirato con il nome arabo Qatansar mentre intorno al 1069 fu la volta dei Normanni di Roberto il Guiscardo che costruirono il Castello Normanno, in questo periodo la Catanzaro divenne un centro di dominio di tutta la zona infeudata alla famiglia Altavilla. Nella metà del XIII secolo, invece, durante il periodo svevo la città fu feudo della famiglia Ruffo.

Tra i numerosi eventi storici di rilievo si ricorda la resistenza della città all’assedio francese nel 1528, resistenza premiata da Carlo V Re di Napoli con il titolo di Fedelissima e con l’autorizzazione a fregiare lo stemma cittadino con l’aquila imperiale.

Il piatto principe della cucina catanzarese è il morzello (U morzeddhu in dialetto locale), mentre tra le principali occasioni tradizionali e festive si ricorda il rito della Naca nel centro storico di Catanzaro e la processione a mare della Madonna di Porto Salvo nel quartiere marinaro.

Catanzaro custodisce numerosi beni d’interesse storico-artistico, tra le architetture religiose emerge il Duomo di epoca normanna e dedicata a Santa Maria Assunta e agli Apostoli Pietro e Paolo fortemente danneggiata dai bombardamenti del 1943 e di seguito ricostruita, la Chiesa del Santissimo Rosario del XV secolo a navata unica, la Chiesa di Sant’Omobono costruita tra il XI e il XII secolo, la Basilica dell’Immacolata del XIII secolo, la Chiesa di San Giovanni edificata tra il XV e il XVI secolo, la Chiesa di San Giovanni Battista, la Chiesa di Santa Teresa o Chiesetta dell’Osservanza del XVI secolo con la cappella del Santissimo Crocefisso che custodisce una meravigliosa statua della Madonna delle Grazie di Antonello Gagini del 1504, la Chiesa di Santa Maria del Carmine del XV secolo a navata unica, la Chiesa di San Rocco del XVI secolo a navata unica e cappelle laterali, la Chiesa del Monte dei Morti e della Misericordia del XVIII secolo con un pregevole portale barocco al centro della facciata e interno a croce greca, la Chiesa di Santa Maria di Portosalvo nel quartiere marinaro del XIX secolo a unica navata.


Ciao, sono Sergio Straface e sono un Antropologo. Mi occupo di ricerca etnografica e lavoro nel Marketing e nel Management dei Beni Culturali e del Territorio. Qui scrivo di tradizioni popolari e folklore – ricette e food – religiosità popolare – reportage – comunità storico-linguistiche calabresi – abbazie, chiese, conventi e santuari… insomma tutto quello che ha a che fare con l’universo etno-antropologico soprattutto in Calabria. Vai al Blog

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