Costa viola_Calabria

Costa Viola

La Costa viola coincide con il territorio del basso Tirreno Calabrese in provincia di Reggio Calabria…

La Cosa viola si estende per circa 35 chilometri dallo Stretto di Messina per estendersi sul basso tirreno Calabrese e deve il suo nome alla descrizione di Platone: Ogni cosa si tinge con le diverse tonalità del colore viola, dando vita ogni sera, con i suoi spettacolari riflessi, a una visione sempre nuova. Lo scrittore Leonida Repaci la ribattezzò come Piccolo Paradiso.

La Costa viola è dominata da alte costiere con mete turistiche, naturalistiche e culturali affascinanti con la splendida visione dello stretto di Messina, dello Stromboli e delle isole Eolie e comprende i 4 comuni di Bagnara Calabra, Palmi, Scilla e Seminara.

Le spiagge a tratti sabbiose e rocciose con incantevoli insenature si alternano a grotte naturali nelle rientranze dei monti che cadono a picco sul mare come la Grotta del Monaco, la Grotta delle Rondini e la Grotta dello Sparviero, mentre i fondali marini custodiscono ancora numerosi tesori archeologici. E ancora, lo Scoglio dell’Ulivo di fronte la Tonnara di Palmi e la spiaggia Cala Jaculla di Seminara inserita nel 2003 tra le 11 più belle spiagge d’Italia da Legambiente.

Il territorio si caratterizza per la presenza di esclusive testimonianze archeologiche, storico-artistiche con resti di antiche costruzioni, siti e borghi di pescatori sul mare con panorami spettacolari e antiche tradizioni.

Si ricordano le grotte neolitiche dell’insediamento rupestre monastico-bizantino di Tarditi o la cripta paleocristiana del IV secolo e la chiesetta di San Fantino, che secondo tradizione è il primo Santo di Calabria, presso il sito di Taureana.

E ancora, da visitare la Torre Ruggiero e il Castello Emmarita a Bagnara Calabra; il Castello Ruffo a Scilla; Chianalea, un antico borgo di pescatori con case costruite sugli scogli e che affacciano direttamente sul mare; le botteghe artigiane di Seminara, meglio conosciuto come il paese della ceramica e cittadina più ricca di scultura cinquecentesca di tutta la Calabria; la Casa delle Cultura Leonida Repaci a Palmi con la Pinacoteca Leonida e Albertina Repaci, il Museo di etnografia e folclore Raffaele Corso, la Biblioteca comunale Domenico Topa, l’Antiquarium Nicola De Rosa, il Museo musicale Francesco Cilea e Nicola Antonio Manfroce, la Gipsoteca Michele Guerrisi, l’Archivio di Stato e l’auditorium comunale.

Tra le numerose tradizioni etno-antropologiche spicca certamente il rito della Varia di Palmi, inserita nella lista del patrimonio immateriale dell’umanità dell’UNESCO, celebrata l’ultima domenica di agosto. Altre importanti feste sono quella di san Rocco a Palmi con la processione degli spinati, la festa della Madonna dei Poveri a Seminara e la festa della Madonna del Carmine a Bagnara Calabra.

Altra importante tradizione è la pesca del pesce spada, che caratterizza le ricette tradizionali tipiche della Costa viola, a bordo della spadara o feluca e resa famosa al grande pubblico dal documentario girato da Vittorio de Seta nel 1954, Lu tempu di li pisci spata, capolavoro del cinema etnografico.

Tra gli altri prodotti tipici la Rosamarina, nota come il caviale del Sud con sarde neonate sott’olio con peperoncino; la ‘Nduja, un tipico salume Calabrese morbido e piccante e il famoso torrone di Bagnara, un torrone con tostatura e metodi di cottura particolari tramandati da secoli.

Ciao, sono Sergio Straface e sono un Antropologo. Mi occupo di ricerca etnografica e lavoro nel Marketing e nel Management dei Beni Culturali e del Territorio. Qui scrivo di tradizioni popolari e folklore –  ricette e food – religiosità popolare reportage – comunità storico-linguistiche calabresi – abbazie, chiese, conventi e santuari… insomma tutto quello che ha a che fare con l’universo etno-antropologico soprattutto in Calabria. Vai al Blog
 

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