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Gregory Bateson

Il nostro conoscere è una piccola parte di un più ampio conoscere integrato che tiene unita l’intera biosfera o creazione.

Gregory Bateson (1904-1980), allievo di Alfred Reginald Radcliffe-Brown e di Bronisław Malinowski (due antenati totemici dell’antropologia mondiale), fu un antropologo, biologo, psichiatra, epistemologo, naturalista, etologo, studioso dei processi di evoluzione delle culture, tra i primi esponenti degli sviluppi della cibernetica e uno dei principali ispiratori di una delle più incredibili scuole psichiatriche tutt’oggi attuali, la scuola di Palo Alto.

Una caratteristica del pensiero di Gregory Bateson era l’anticonvenzionalità, con la genesi d’idee del tutto nuove e inedite per individuare le connessioni esistenti tra le parti al tutto e il tutto alle parti. Idee rivoluzionarie che trovavano applicazione in ambiti molto distanti dove ogni sua scoperta riguardava una variante e una manifestazione locale di uno stesso ecosistema d’idee.

Conosciuto anche come il maestro dell’ecologia della mente e figura di culto nell’ambito degli studi cibernetici, uno dei presupposti fondanti del pensiero di Gregory Bateson è che le idee sono in un certo senso esseri viventi, tutte soggette a una peculiare selezione naturale e a leggi economiche che regolano e limitano il loro moltiplicarsi entro certe regioni della mente.

Gregory Bateson scelse di divulgare le sue idee adottando il metodo del saggio scientifico con una cifra stilistica del tutto nuova, descrittiva, incalzante, con riferimenti anche all’arte e alla letteratura, e con l’impiego dei metaloghi, un metodo del tutto nuovo di presentare le sue idee per mezzo di una conversazione immaginaria tra padre e figlia, conversazione capace di spiazzare il lettore anche perché i metaloghi non terminano mai con certezze ma con la possibilità di porsi ulteriori domande.

Già in giovane età, nella sua prima ricerca sul campo presso gli Iatmul della Nuova Guinea, Gregory Bateson si accorse come l’approccio struttural-funzionalista trasmessogli dai suoi maestri fosse insufficiente per comprendere specifici tratti culturali. Se il metodo struttural-funzionalismo presentava la società come un organismo composto di parti in equilibrio tra loro, Gregory Bateson si accorse dell’importanza della descrizione (per esempio di cerimonie) come tramite per giungere alle implicazioni più ampie (economiche, politiche, religiose, psicologiche, etiche).

Da questo lavoro (lavoro realizzato in collaborazione con l’antropologa e futura moglie Margaret Mead) Gregory Bateson coniò il termine schismogenesi, da lui definito come un processo di differenziazione autodistruttiva nelle norme del comportamento individuale risultante da interazione cumulativa tra individui. E ancora, Gregory Bateson e Margaret Mead furono i primi antropologi a utilizzare strumenti fotografici e video-cinematografici per documentare le interazioni tra soggetti e ambiente.

In definitiva Gregory Bateson scoprì che l’individuo, la società e l’ecosistema sono sistemi, reti cibernetiche complesse collegate da una catena di processi causali. Tra le sue teorie si ricorda quella del doppio vincolo o doppio legame, processo fondamentale per spiegare la malattia mentale e il rischio alla schizofrenia, teoria diventata un punto di riferimento per gli epistemologi e i teorici della comunicazione perché si tratta di un tipo di comunicazione caratterizzata da messaggi contraddittori e paradossali pacaci di generare patologie.

Principali opere di Gregory Bateson:

  • La matrice sociale della psichiatria, 1976;
  • Verso un’ecologia della mente, 1977;
  • Mente e natura, un’unità necessaria, 1984;
  • Dove gli angeli esitano. Verso un’epistemologia del sacro, 1989;
  • Questo è un gioco. Perché non si può mai dire a qualcuno: Gioca!, (1996);
  • Una sacra unità. Altri passi verso un’ecologia della mente, 1997;
  • Perceval, un paziente narra la propria psicosi, 2005.

Ciao, sono Sergio Straface e sono un Antropologo. Mi occupo di ricerca etnografica e lavoro nel Marketing e nel Management dei Beni Culturali e del Territorio. Qui scrivo di tradizioni popolari e folklore – ricette e food – religiosità popolare – reportage – comunità storico-linguistiche calabresi – abbazie, chiese, conventi e santuari… insomma tutto quello che ha a che fare con l’universo etno-antropologico soprattutto in Calabria. Vai al Blog

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