Santa Maria del Cedro_Calabria

Santa Maria del Cedro

Situata sul versante Alto Tirrenico Calabrese, Santa Maria del Cedro si trova al centro dell’omonima riviera, la Riviera dei cedri…

Santa Maria del Cedro è una cittadina in provincia di Cosenza in Calabria di circa 5.000 abitanti fondata nel XVII secolo come casale a quel tempo conosciuto come Cipollina (che dovrebbe significare al di qua del Pollino) per diventare comune autonomo nel 1948 mantenendo lo stesso nome. Nel 1955 sarà Santa Maria e infine, nel 1968, Santa Maria del Cedro e pare per la presenza delle colture di cedro.

Qui il particolare microclima e il terreno di argilla calcarea hanno favorito la coltivazione di alcune varietà non comuni di cedro, tra cui la più pregiata il Liscio Diamante di Calabria, in genere impiantate lungo il corso delle fiumare.

Da Santa Maria del Cedro, o comune dalla Riviera dei cedri, proviene la quasi totalità della produzione nazionale di cedro e, sul finire del periodo estivo, qui giungono i Rabbini delle diverse comunità ebraiche per raccogliere personalmente i frutti da impiegare durante la festa del Sukkoth, la festa delle Capanne celebrata durante la prima metà di Ottobre, e in particolare per preparare il lulav da adoperare durante le preghiere.

Santa Maria de Cedro conserva siti archeologici di assoluto interesse storico-artistico e culturale che confermano la presenza di insediamenti molto antichi, come i resti della città magno-greca di Laos in frazione Marcellina.

Di notevole rilevanza sono la Torre Sant’Andrea, i resti del borgo di Abatemarco con il Castello di San Michele di origine Normanna, un interessante acquedotto e il Carcere delle Imprese, un’imponente struttura del 1500 da poco restaurata che ospita il Museo del Cedro, il Laboratorio del gusto e un Centro Ricerca.

Anche la gastronomia di Santa Maria del Cedro è fortemente caratterizzata dall’impiego di questo frutto con la produzione di infusi, marmellate e l’olio extra vergine di oliva aromatizzato al cedro.

Tra i dolci della tradizione locale si ricordano i Panicelli d’uva, ancora oggi realizzati secondo la sua antica ricetta con l’impiego della buccia di cedro tagliata in piccoli tocchi e uva passa contenuti in un fagottino di foglie di cedro legate con fili di ginestra e cotti al forno a legna.

Ciao, sono Sergio Straface e sono un Antropologo. Mi occupo di ricerca etnografica e lavoro nel Marketing e nel Management dei Beni Culturali e del Territorio. Qui scrivo di tradizioni popolari e folklore – ricette e food – religiosità popolare – reportage – comunità storico-linguistiche calabresi – abbazie, chiese, conventi e santuari… insomma tutto quello che ha a che fare con l’universo etno-antropologico soprattutto in Calabria. Vai al Blog
 

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