Vittorio Lanternari

Vittorio Lanternari

E’ bene a questo punto sottolineare l’importanza enorme della componente religiosa nella storia dell’ecologia. Anzitutto è necessario tener conto delle culture in passato dette ‘primitive’ ora ‘in via di sviluppo’ nel Terzo mondo…

Vittorio Lanternari (1918 – 2010) è stato un etnografo e antropologo italiano di fama internazionale, considerato il massimo studioso di religioni e culture moderne, alle cui riflessioni si sono ispirati numerosi giovani antropologi.

Studioso rigoroso e profondo sostenitore dell’impegno etico e politico della professione dell’Antropologo culturale, Vittorio Lanternari condivideva la tradizione di studi storico-religiosi della Scuola Romana che risaliva a Raffaele Pettazzoni, dal quale erediterà l’orientamento storico-comparativo, con una concezione storica e storicistica della natura, dell’origine e dei caratteri dei fenomeni religiosi.

Il suo orientamento storicista lo portava a sostenere l’idea che le società umane costruiscono le loro istituzioni e le loro credenze in risposta a circostanze locali: ambientali, economiche, sociali e politiche. E allora, le dimensioni che danno senso a manifestazioni culturali come le manifestazioni simbolico-religiose conseguono da fasi temporali che si succedono con una certa regolarità e da circostanze spazio-temporali.

Vittorio Lanternari fu amico e raffinato studioso di Ernesto de Martino, secondo tanti diventandone l’erede spirituale, del quale approfondì gli interessi storico-religiosi e critici con particolare attenzione alla documentazione etnologia e alle possibili ibridazioni interdisciplinari come antropologia e psichiatria, antropologia e storia delle tradizioni popolari.

Vittorio Lanternarisi dedicò allo studio degli Nzema, popolazione akan del Ghana, concentrandosi sui processi di modernizzazione scoprendo un’Africa non più tradizionale e non ancora moderna, diventando il primo studioso di Antropologia dinamista in Italia, una tradizione di studi inaugurata dagli antropologi francesi Roger Bastide e Georges Balandier.

I 2 antropologi francesi posero al centro delle loro analisi i processi di cambiamento culturale delle società del terzo mondo concentrando le loro attenzioni sulla tensione tra la tendenza alla conservazione dei propri ordini culturali e l’assimilazione di modelli occidentali, considerando le società come processi dinamici dove convivono interessi sociali e regole pragmatiche ambigue.

Vittorio Lanternari, in questo panorama epistemologico, fu un attento studioso della storicità delle culture e dei loro processi di trasformazione dedicandosi ai movimenti religiosi cercando elementi che connettono crisi sociali con la nascita e lo sviluppo di movimenti religiosi dal Cristianesimo alle forme religiose delle società tradizionali extra-europee a processi contemporanei che hanno generato la nascita di nuove religioni.

Maggiori pubblicazioni di Vittorio Lanternari:

  • Antropologia e imperialismo, 1974;
  • Incontro con una cultura africana, 1976;
  • Crisi e ricerca di identità, 1977;
  • L'”incivilimento dei barbari”. Problemi di etnocentrismo e di identità, 1983;
  • Festa, carisma, apocalisse, 1983;
  • Dei, profeti, contadini. Incontri nel Ghana,1988;
  • Antropologia religiosa. Etnologia, storia, folklore, 1997;
  • La mia alleanza con Ernesto De Martino e altri saggi post-demartiniani, 1997;
  • Dall’ingerenza ecologica alla svolta etico-culturale, 2003;
  • Religione magia e droga. Studi antropologici, 2006.

Ciao, sono Sergio Straface e sono un Antropologo. Mi occupo di ricerca etnografica e lavoro nel Marketing e nel Management dei Beni Culturali e del Territorio. Qui scrivo di tradizioni popolari e folklore – ricette e food – religiosità popolare – reportage – comunità storico-linguistiche calabresi – abbazie, chiese, conventi e santuari… insomma tutto quello che ha a che fare con l’universo etno-antropologico soprattutto in Calabria. Vai al Blog

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