Il borgo di Bova in provincia di Reggio Calabria

Il borgo di Bova, tra i più belli d’Italia


L’antico borgo di Bova in provincia di Reggio Calabria come assoluto gioiello etno-architettonico di arte Bizantina, Normanna e medioevale.

6 Minuti di lettura

Bova (Chòra tu Vùa nella sua denominazione in lingua grecanica), la capitale culturale della Bovesìa (l’area grecanica in provincia di Reggio Calabria), è una cittadina inserita nel circuito dei Borghi più belli d’Italia, una delle città più a sud della penisola italiana.

La Bovesìa (nota anche come l’area grecofona calabrese) conserva un immenso ed esclusivo patrimonio storico-culturale e sono ancora fortissime le tracce ellenofone come presenza linguistica e culturale, per esempio, nella toponomastica, nell’onomastica e nel cosmo etno-antropologico.

Per parafrasare l’Antropologo Ettore Castagna, l’area Grecanica rivestì un’importanza esclusiva, sia amministrativa che religiosa e sin dall’epoca Bizantina Bova fu il fondamentale epicentro di tutta l’economia pastorale e contadina dell’area. Di fatto qui la cultura ellenofona da dominante divenne subalterna. Tuttora, però, gli anziani parlano il greco di Calabria e le tracce Bizantine sono ancora presenti sia negli usi che nelle tradizioni popolari.

Il borgo di Bova in provincia di Reggio Calabria

Foto scattata all’interno di un’abitazione con Icona Bizantina della Madonna Odigitria e Iconografia Latina

E allora, la Città di Bova è la capitale della Bovesìa, la patria dei Greci di Calabria, che coincide con il versante Jonico meridionale e si estende lungo la vallata della fiumara dell’Amendolea, in provincia di Reggio Calabria.

C’è da dire che la grecità in Calabria ha ridici antichissime: a partire dall’VIII secolo a.C. con la Magna Grecia per caratterizzarsi fortemente nel periodo Bizantino.

L’XI secolo fu la volta dei Normanni che intrapresero la progressiva conquista dei Themi Bizantini però, nonostante l’avvicendarsi di popoli di fede romana, la latinizzazione trovò in Calabria una forte resistenza e, ancora nel XV secolo, quest’area era principalmente greca e le comunità locali ellenofone.

In ogni modo la cultura greca da dominante divenne progressivamente subalterna e la definitiva imposizione del rito latino avvenne a seguito delle continue invasioni Turche che portarono alla caduta dell’ultima diocesi orientale, Bova appunto (antica sede vescovile con rito Greco Bizantino), era il 1572.

Dove si trova Bova?

A giudicare da Google MapsBova non è esattamente uno di quei posti in cui si capita per caso, e raggiungerla non è per nulla semplice. Il territorio è impervio e il paesaggio è aspro: ricco di fiumare e calanchi, alture e colline, le coste sono franose (in altre parole uno spettacolo). Tutte cosette che hanno garantito la permanenza di una dimensione per così dire riservata, poco contaminata, e questa probabilmente è una fortuna.

Se a queste si aggiunge che la rete ferroviaria e la strada statale costiera furono tracciate tra la fine del 1800 e inizi 1900, periodo a cui risale anche il passo carrabile che da Bova Marina sale per Bova superiore, e ancora l’Autostrada A3 nel tratto Salerno – Reggio Calabria fu finanziata nel 1964 e di fatto mai terminata (per lo meno fino ad oggi) il quadro è quasi completo.

Arrivati a Bova Marina ci sono due chances per salire a Bova superiore: percorrere il passo carrabile che tuttora appare come poco più di una mulattiera, in alternativa occorre imboccare la nuovissima strada provinciale più o meno a scorrimento veloce.

Il mio consiglio è la prima opzione, la mulattiera per intenderci. La strada è una follia, nel senso che bisogna essere folli per percorrerla: la carreggiata ha un’unica corsia, in molti tratti manca l’asfalto e ovviamente il guard rail non esiste, è facile trovare qualche frana e di certo qualche pecora o mucca pascolare.

Insomma, bisogna essere seriamente motivati per decidere di visitare il borgo di Bova, e ne vale la pena!

Il borgo di Bova

La passeggiata nel borgo di Bova è di certo piacevole, le stradine interne sono molto strette e ripide, le abitazioni e i palazzi gentilizi sono costruiti in pietra e mattoni e arricchiti da decorazioni di lesene, cornici, mensole e importanti portali d’ingresso.

Il borgo di Bova in provincia di Reggio Calabria

Il borgo di Bova in provincia di Reggio Calabria

Il borgo di Bova in provincia di Reggio Calabria

In ogni modo, e a buona ragione, Bova è stata inserita nel circuito dei Borghi più belli d’Italia anche perché la capitale dei Greci di Calabria, oltre ad avere un borgo molto bello e ben curato con notevoli strutture ricettive, conserva numerosi beni culturali:

  • i ruderi del Castello Normanno (X-XI sec.)
  • la Chiesa di San Leo (XVII sec.) con statua marmorea del Santo del 1582
  • la Cattedrale di Santa Maria Isodia (del XII sec. e sede della diocesi a partire dal V sec.)
  • la Chiesa del Carmine (XVII sec.)
  • il Museo del folklore e delle tradizioni popolari
  • la Chiesa dell’Immacolata (XVIII sec.)
  • il Museo Civico di Paleontologia e Scienze Naturali dell’Aspromonte
  • la Chiesa di Santa Caterina, con statua marmorea della Madonna col Bambino (1590) proveniente dalla chiesa dello Spirito Santo (XVI sec.)
  • il museo all’aperto “Sentiero della Civiltà Contadina”
  • la Chiesa dello Spirito Santo (XVII sec.)
  • il centro di documentazione di Cultura Grecanica “Napoleone Vitale”
  • la Chiesa di San Rocco (XVI sec.)

Fra l’altro la Cattedrale di Santa Maria dell’Isodia custodisce un esclusivo capolavoro rinascimentale, la Madonna con Bambino datata 1548 di Rinaldo Bonanno, scultore e architetto siciliano della seconda metà del XVI di tradizione toscana e michelangiolesca, allievo di Giovanni Agnolo e Martino da Messina e poi di Martino Montanini, successore di Giovanni Angelo Montorsoli stretto collaboratore di Michelangelo.

Madonna con Bambino di Rinaldo Bonanno nel borgo di Bova in provincia di Reggio Calabria

Il borgo di Bova, comunque, non è particolarmente affollato e attualmente conta poco più di 400 abitanti, borgo che si popola per lo più dai numerosi turisti, da curiosi, in estate e durante le occasioni tradizionali e festive:

  • San Leo, Patrono della città, il 5 Maggio.
  • Beata Vergine Maria Assunta, San Leo e San Rocco, 15-16-17 Agosto
  • Processione e benedizione delle Persefoni o Pupazze di Bova, Domenica delle Palme
  • Festival Paleariza, Agosto
  • Festa del Vino, Novembre/Dicembre

Bova e le sue genti: la lingua

Lo confesso, sono un privilegiato, sono stato più volte a Bova superiore e quasi tutte per lavoro ed è stato più o meno semplice allestire le condizioni per creare quell’alleanza necessaria per conoscere meglio il borgo di Bova, le sue genti e alcune delle sue tradizioni. Diciamo che ho avuto più tempo, mettiamola così.

Ogni città, ogni luogo ha le sue caratteristiche, e ci sono luoghi più caratteristici di altri e allora… Ja ti glossa palea (Per la lingua antica) di Agostino Siviglia (Chorio di Roghudi 1934 – Bova 2016) considerato tra i più virtuosi interpreti della lirica tradizionale grecanica:

Alcune tradizioni di Bova

Le due principali tradizioni di Bova sono il rito delle Pupazze o Persefoni e le Celebrazioni di San Leo.

Rito delle Pupazze o Persefoni

Quello delle Pupazze o Persefoni è un’antico rituale che si celebra ogni anno, e precisamente durante la processione della Domenica delle Palme.

La processione è anticipata dalla creazione di figure antropomorfe femminili realizzate con foglie di ulivo intrecciate (gli stecchi in dialetto) applicate sulle stiddhe, cioè supporti di canne selvatiche infine decorate con nastri colorati, merletti, rami di mimosa, fiori, frutta e primizie di stagione come olive, fave, bergamotto, mandarini e ancora Musulupe (particolarissime forme di formaggio realizzate con stampi a figura antropomorfa).

Domenica delle Palme le Pupazze nel borgo di Bova in provincia di Reggio Calabria

Le Pupazze vengono portate in processione a partire della Chiesa dello Spirito Santo, in un percorso che si snoda lungo le vie del paese, per giungere al sagrato della Chiesa di San Leo, protettore di Bova.

La messa viene celebrata nella Cattedrale di Bova, la Concattedrale della Madonna dell’Isodia. Al termine della messa le Pupazze, trasportate sulla piazza del paese, vengono smembrate in piccoli pezzi e distribuite ai fedeli che le conserveranno fino all’anno successivo per impiegarle a scopi devozionali e anche propiziatori.

Festa di San Leo

La festa di San Leo è celebrata ogni anno nel borgo di Bova il 4 e il 5 Maggio. Nel pomeriggio del 4 Maggio, intorno alle ore 16.00, il busto in argento di San Leo viene portato in processione dal Santuario per le vie del paese fino alla Cattedrale dell’Isodia. Qui vi rimane per tutta la notte.

Il 5 Maggio, il giorno di festa ufficiale, dopo la celebrazione liturgica del Vescovo, il Santo viene portato in processione a spalla dai fedeli attraverso le vie del paese, adagiato sopra una vara in argento circondata da fiori.

Il percorso è accompagnato dalla banda musicale, dagli ordinati alla Confraternita di San Leo, vestiti con abiti monacali con mantello marrone, e dagli ordinati alla Confraternita di San Rocco, vestiti con abiti monacali con mantello rosso.

Processione di San Leo nel borgo di Bova in provincia di Reggio Calabria

Quando la processione raggiunge la piazza del municipio fa una piccola sosta per poi proseguire fino a giungere al Santuario di San Leo. Qui il busto in argento e le reliquie del Santo rimangono in esposizione fino il giorno 8 Maggio, quando si procederà alla chiusura del Santo nella cappella.

Tutti a Bova!

Insomma, il borgo di Bova è davvero sorprendente, stiamo parlando di un borgo isolato, un luogo dove è ancora fortemente custodita la cultura grecanica e dove si conserva tutt’oggi l’intima essenza dei luoghi.

Il borgo di Bova è un assoluto gioiello etno-architettonico di arte Bizantina, Normanna e medioevale, stimolo per visitare l’intera area per scoprire le rare tradizioni Grecaniche come Bova Marina, Condofuri, Gallicianò, Roghudi Vecchio, Roghudi Nuovo, Africo Vecchio, Brancaleone, Melito Porto Salvo, Pentadattilo, Palizzi, Pietrapennata, Roccaforte del Greco, Bagaladi, San Lorenzo, Staiti.

A presto, Sergio.

Ps: alcune foto sono state gentilmente concesse dal Comune di Bova.


Ciao, sono Sergio Straface e sono un Antropologo. Mi occupo di ricerca etnografica e lavoro nel Marketing e nel Management dei Beni Culturali e del Territorio. Qui scrivo di tradizioni popolari e folklore – ricette e food – religiosità popolare – reportage – comunità storico-linguistiche calabresi – abbazie, chiese, conventi e santuari… insomma tutto quello che ha a che fare con l’universo etno-antropologico soprattutto in Calabria. Vai al Blog

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