Google Maps - Storytelling per immagini

Il miglior storytelling per immagini della rete? Google Maps

Un’etnografia sul e con il Web. Google Maps, con tutte le sue diverse applicazioni, come il migliore Storytelling per immagini della rete.
6 Minuti di lettura

E’ una metodologia che usa la narrazione come mezzo creato dalla mente per inquadrare gli eventi della realtà e spiegarli secondo una logica di senso (Wikipedia).

Voglio azzardare una micro-etnografia sul e con il Web e concentrarmi su un particolare, un dettaglio, lo Storytelling per immagini, quell’arte retorica che adopera le immagini come strumento principe nella narrazione e mi pare che Google Maps sia di gran lunga l’esperienza migliore in rete per chi ha voglia di fare un tour virtuale in giro per il pianeta. Vedi pure storytelling per immagini.

Quei geniacci di Google stanno avanti anni luce rispetto alla concorrenza (hanno una concorrenza?). Hanno compreso talmente bene la lezione di Gregory Batesonla mappa non è il territorio, che hanno fatto della rappresentazione del territorio un’esperienza digitale connettiva tra virtuale, immaginazione e reale al punto da creare contenuti esclusivi.

Iniziamo subito, facciamo un giro, gli scavi archeologici di Pompei

La scoperta della Google Car e di Google Maps

Sono talmente avanti che se guardo dietro vedo il futuro (Cit.)

Correva l’anno 2000 o 2001, vivevo a Perugia. Erano i tempi dell’Università e in quegli anni conoscevo poco e male la rete, in verità non avevo uno smartphone e neanche una connessione internet, usavo il mio notebook semplicemente per scrivere testi, ascoltare musica, caricare e modificare foto, guardare qualche film ma niente di più.

In compenso c’era un internet point proprio sotto casa mia, uno di quelli gestiti da ragazzi Indiani, avevo la mia buona tessera e spesso la usavo per scaricare la mail o fare qualche frettolosa ricerca su Google.

Di seguito scoprii che anche l’Università aveva il suo internet point (gratis per gli studenti) così come era gratuito l’accesso internet presso la biblioteca dove spesso mi rinchiudevo per studiare, la Biblioteca Augusta. Bisognava semplicemente compilare un modulo e lasciare i propri dati.

Abitavo in Via della Torretta (una traversa di Corso Garibaldi in pieno centro storico) una di quei vicoli che si possono percorrere solo a piedi o in moto, in bici non se ne parla proprio. Vicoletti intimi, promiscui, che favoriscono le relazioni, le conoscenze, e di tanto in tanto anche qualche sclero con il dirimpettaio.

Fu esattamente in via della Torretta che sentii parlare per la prima volta di Google Maps e della mitica Google Car.

E questo non perché la vidi passare, me ne parlò un amico, del tipo: sai Sergio, lavoro per Google, mi pagano per andare in giro in auto. La Google Car scatta fotografie per le strade. E io, cos’è la Google Car? Inutile dire che il primo pensiero fu connettermi su internet e andare alla scoperta della Google Car e di Google Maps. Sarà banale, ma erano tempi diversi (almeno per me) erano i tempi della scoperta di internet.

Un inciso, pare che il World Wide Web (WWW) sia nato nel 1991, fu il ricercatore Tim Berners-Lee, a Ginevra, che definì il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol) e, precisamente il 30 aprile 1993 il CERN (l’istituzione europea dove nasce il World Wide Web) decise di rendere pubblica la tecnologia alla base delWorld Wide Web in modo che fosse liberamente implementabile da chiunque.

Lo storytelling di Google Maps

Veder passare una Google Car per noi era come per i nostri genitori vedere i Pink Floyd (più o meno), certo il paragone è assai azzardato (si fa per rendere l’idea). In ogni modo la Google Car fu una rivoluzione…

Google car - Storytelling per immagini

…e dopo il suo passaggio tutti su internet a cliccare su Google Maps come i ragazzini: magari ci sono anch’io.

Per ritornare a noi, e se devo essere sincero, penso che quello di Google non è un semplice Storytelling per immagini, ma un autentico social Storytelling per immagini. A quanto pare quei geniacci di Google sono riusciti addirittura a superare Orson Welles nel suo storico piano sequenza in Quarto potere.

Uno storytelling per immagini condiviso e da condividere che connette il pensiero e la curiosità ai nostri desideri di vedere e di conosce. Google Maps permette di visitare strade e luoghi di interesse in tutto il mondo, visitando luoghi tra i più emozionanti e spettacolari, anche quelli un tantino strani.

Si vuol fare un tour virtuale per Roma? Si può fare. Per Milano? Anche. Parigi, New York,Hong Kong, insomma ovunque. E sufficiente scegliere la meta e Google Street View c’è, esattamente come la Ceres.

Ed è proprio da qui che parte lo Storytelling per immagini di Google e non dalla Ceres. Si può scegliere un luogo preciso da cui iniziare il virtual tour e non fermarsi più, Google Street View è il più lungo piano sequenza della storia, interminabile e per immagini ma non solo, è anche social, permette di interagire, di caricare photo e di fare altro ancora… anche business.

Su Google Maps visualizzi immagini a livello del suolo, anche storiche

Si, su Google Maps si può visualizzare anche una cronologia di immagini del passato per uno Storytelling per immagini a ritroso nella storia. Un tour virtuale storico che permette di osservare eventuali modifiche del paesaggio. E’ sufficiente trascinare il Pegman (l’omino giallo in basso a destra) e rilasciarlo sulla mappa. In alternativa si deve cliccare sull’immagine in miniatura di Street View nei risultati di ricerca.

E allora Roma, Via dei Fori Imperiali, il Colosseo

L’immagine dovrebbe essere l’ultima foto scattata dalla Google Car. Attualmente quella che si visualizza risale all’ottobre 2015, peccato non fosse una bellissima giornata. In questo caso però siamo fortunati, sono disponibili immagini storiche.

Cliccando sull’icona in alto a sinistra raffigurante un orologio si aprirà l’immagine in miniatura del Colosseo con la Timeline di Google Street View, in questo caso dal 2008 al 2015. Scorrendo il cursore, invece, è possibile osservare le variazioni del paesaggio così come il progresso dei lavori di restauro del Colosseo iniziati nell’ottobre 2013.

Su Google Maps puoi esplorare il pianeta in 3D e guardare le immagini tridimensionali di città, paesaggi e luoghi di interesse

Con Google Maps è possibile anche visualizzare immagini in 3D, è sufficiente aprire Google Maps da Google e cliccare sulla miniatura Earth o Satellite nell’angolo in basso a sinistra.

Bene, ora ci troviamo sulla mappa posizionata in riferimento alla nostra geolocalizzazione. Ci è consentito vedere strade, edifici, alberi, fiumi, laghi, insomma possiamo fare un tour virtuale più o meno ovunque,è sufficiente aumentare lo zoom scorrendo con la rotellina del mouse, in alternativa si utilizzano i pulsanti + e – in basso a destra, se touch invece ci muoviamo tranquillamente con le dita.

Diminuendo lo zoom possiamo vedere i paesaggi dalla prospettiva che desideriamo, inoltre, diminuendo lo zoom al massimo livello è possibile visualizzare tutto il planisfero. A questo punto siamo su Terra, ma è possibile fare un Tour virtuale anche sulla Luna o su Marte. E’ sufficiente digitare su una delle due icone, ovviamente qui non troviamo il Google Street View, almeno per il momento.

Per ritornare alla visualizzazione precedente clicchiamo nuovamente sull’immagine in miniatura denominata MappaSatellite e continuiamo a muoverci sul planisfero virtuale di Google.

In ogni modo, e in base allo zoom di visualizzazione che si sceglie, in basso spuntano una serie di immagini, alcune sono foto piatte altresferiche, altre ancora sono tour e per visualizzarle è sufficiente cliccarci sopra e poi il solito procedimento: digitiamo su Satellite per ritornare al punto di partenza.

E ora un pezzo forte, un Virtual tour in Nepal.

Incredibile… non credo per loro lo spread sia un grande problema, così come pagare il canone Rai, menarsela con le norme di sicurezza o altre sciccherie del genere. Magari (e forse) per loro vedere un volto nuovo è più o meno come per noi incontrare una gallina in città.

Il secondo pezzo forte lo facciamo sotto la superficie, nell’Oceano, Apo Island Pano Collects nelle Philippine. Bon voyage!

Per chi è curioso su questo link si possono trovare maggiori approfondimenti su Google Street View. C’è veramente di tutto: Unesco World Heritage, Musei, Città, Siti Archeologici, Siti naturalistici, Business Highlights e altro ancora…

E Google Sky dove lo mettiamo?

Se con Google Maps prestiamo la nostra attenzione verso il basso con Google Sky vediamo quello che è in alto, è possibile visualizzare corpi celesti, stelle, costellazioni, galassie, pianeti, in pratica quasi tutto ciò che sta sopra la nostra testa.

Per visualizzare l’applicazione è sufficiente andare alla pagina Google Sky Maps.

A chi piace l’arte, invece, altra applicazione di Google da tenere sott’occhio è Google art project, qui si trovano panoramiche e dettagli su collezioni, artisti, opera d’arte e possiamo anche creare gallerie.

E ancora, Google Business

Google Business è un’altra genialata di Google. E’ un servizio Business di Google (ha un costo per chi lo richiede) che permette di fare tour virtuali all’interno di un’attività commerciale come Bar, Ristoranti, Hotel e altro ancora e condividerli direttamente su Google Maps.

E’ possibile accederci da Google Maps o direttamente da Google Street View per ricercare i locali, in alcuni casi è possibile anche prenotare posti a sedere, camere da letto, posti al teatro, e altro ancora.

E allora, il Ristorante Lincoln, New York…

Leggi anche: E’ domenica: ridi, mamma ha fatto gli gnocchi. Lo Gnoccoscapes

Visual storytelling

Insomma, nonostante Google Maps sia il migliore storytelling per immagini della rete (visual storytelling per il più arditi), viaggiare in modalità tradizionale risulta di certo ancora il modo migliore per visitare i luoghi e conoscere il mondo, ma questo è un altro discorso.

In ogni modo mi pare proprio che Google Maps sia lo storytelling per immagini in assoluto più emozionante, completo e funzionale del web che magari può offrire qualche spunto…

A presto, Sergio.

Ps: le foto sono tratte da Google Immagini.


Ciao, sono Sergio Straface e sono un Antropologo. Mi occupo di ricerca etnografica e lavoro nel Marketing e nel Management dei Beni Culturali e del Territorio. Qui scrivo di tradizioni popolari e folklore – ricette e food – religiosità popolare – reportage – comunità storico-linguistiche calabresi – abbazie, chiese, conventi e santuari… insomma tutto quello che ha a che fare con l’universo etno-antropologico soprattutto in Calabria. Vai al Blog

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