La Ghironda occitana di Guardia Piemontese in Calabria

La Ghironda Occitana di Guardia Piemontese, in provincia di Cosenza, è lo strumento musicale principe dell’accompagnamento della canzone tradizionale di questo piccolo borgo Calabrese…

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Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime (Victor Hugo).

Regina incontrastata della musica occitana, la Ghironda (detta anche Viola o Gironda) è un cordofono a corde strofinate da un disco di origine medievale, oggi strumento musicale principe dell’accompagnamento della canzone tradizionale della piccola comunità Occitana di Guardia Piemontese in provincia di Cosenza.

Un inciso, Guardia Piemontese è una comunità alloglotta di origine Occitana in provincia di Cosenza in Calabria, nel territorio conosciuto anche come Riviera dei cedri, e La Gàrdia è la sua denominazione in lingua Occitana.

La lingua occitana qui è ancora diffusa e parlata e la Ghironda (dettaglio fondamentale della storia, della cultura e dell’identità Occitana) trova oggi uno spazio attivo nei repertori tradizionali suonati a Guardia Piemontese.

Come funziona la Ghironda?

La Ghironda si tiene normalmente poggiata sulle gambe del suonatore, ma si può anche suonare in piedi fissata sul dorso con una cinghia. Per far vibrare le corde di questo particolare strumento musicale (a metà tra un cordofono, un organo e un pianoforte) non si usa l’archetto come per il violino o le dita come per altri cordofoni, il suono è prodotto dalla sfregatura di una ruota azionata da una manovella e modificato con la pressione di tasti in legno.

Le varie corde (fasciate con cotone per migliorare il suono ed evitarne il consumo) sono poste in vibrazione dallo sfregamento del bordo di una ruota in legno cosparsa di pece, i cui tasti scorrono in una struttura applicata al piano armonico disposti su due file.

E ancora, i cantini sono controllati da una tastiera e realizzano la melodia, i bordoni sono vicino al piano armonico e producono un suono continuo, la corda della trompette invece poggia su un ponticello mobile detto cane e produce il caratteristico ronzio tipico della Ghironda tramite la complessa tecnica dei colpi di manovella.

In base al tempo e alla velocità del brano eseguito, il suonatore è impegnato a sincronizzare le due mani con movimenti che non si riscontrano nessun altro strumento musicale come sapientemente descritto da Marcello Bono nel suo La Ghironda. Storia, repertorio, tecnica esecutiva e costruzione.

Pillola storica…

Gli Occitani s’insediarono a Guardia tra il XII e il XIII secolo arrivando dal Piemonte. Parrebbe che in quei secoli, nonostante la diversità, i Valdesi di Guardia Piemontese vissero senza conflitti e in armonia con le comunità circostanti.

Di seguito, però, furono colpiti dalla crociata del Cardinale Michele Ghislieri (poi Papa Pio V), è la strage del 5 Giugno 1561, conosciuta storicamente come la strage dei Valdesi di Guardia Piemontese, con l’uccisione di gran parte della popolazione.

L’inquisizione impose addirittura l’uso di porte munite di spioncino apribile solo dalla parte esterna per consentire ai frati domenicani di controllare la vita privata degli ex eretici scampati al massacro.

La Ghironda Occitana di Guardia Piemontese

Accadde allora che le contingenze dei secoli successivi accentuarono la subalternità e la marginalità di questa comunità e in seguito all’unità nazionale (divenuta ormai minoranza di una minoranza) le tradizioni popolari e la lingua Occitana a Guardia Piemontese entrarono in crisi, limitando progressivamente l’uso in contesti privati e in poche occasioni pubbliche.

Nei secoli XIX e XX si aggiunsero le trasformazioni economiche e sociali con la massiccia emigrazione e lo spopolamento di Guardia Piemontese paese a favore della marina. Guardia Piemontese sorge a 514 metri sul livello del mare sul litorale tirreno della provincia di Cosenza.

Il decennio decisivo per la ri-nascita di una nuova coscienza collettiva e connettiva della popolazione locale per l’esclusività del proprio patrimonio etno-antropologico e linguistico fu quello a cavallo tra i secoli XX e XXI, a seguito anche del riconoscimento ufficiale come una minoranza storico linguistica Italiana dall’art. 2 della legge 482/1999.

Il recupero della Ghironda Occitana di Guardia Piemontese (detta Viulo o Sembronha in lingua locale) è da iscriversi esattamente in questo decennio e in siffatto contesto storico-sociale.

La Ghironda Occitana di Guardia Piemontese

Così, nell’espressione locale, gli anziani definivano e continuano a definire con il termine Sembronha un qualsiasi rumore continuo, stancante, assordante. Da qui le nuove generazioni di Guardia hanno compreso che il termine Sembronha identifica il suono assordante, continuo e stancante similare a quello prodotto dalla Sembronha, la Ghironda Occitana di Guardia Piemontese appunto.

La Ghironda, una lunga storia

L’antenato della Ghironda Occitana è l’Organistrum, un enorme cordofono utilizzato nel periodo gotico principalmente in ambito monastico per eseguire brani sacri in accompagnamento al canto.

Si tratta di un organo a due, lungo circa due metri e suonato poggiato sulle gambe: il primo suonatore girava la manovella e il secondo produceva la melodia digitando i tasti.

La Ghironda Occitana di Guardia Piemontese

Suonatori di Organistrum presso la Cattedrale di Santiago de Compostela

Pare che in breve tempo la Symphonia divenne uno strumento musicale molto diffuso e, nella seconda metà del XVII secolo, compare addirittura nella corte francese nell’ambito della moda pastorale dell’aristocrazia di quegli anni.

In questi anni la Symphonia si trasforma nella conformazione giunta fino a noi, la Ghironda: l’aspetto esteriore è più curato e l’intonazione è più precisa.

Nonostante questo breve periodo colto, però, la Ghironda non ottiene un posto fisso all’interno dell’orchestra d’opera e nella seconda metà del XVII secolo ritorna al popolo per diventare uno strumento folkloristico per l’esecuzione di musica delle tradizioni popolari. 

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Una barca…

La storia di questo particolare strumento musicale pare sintetizzare l’articolata storia fatta di migrazioni, subalternità, marginalità, oblio e rivitalizzazioni della complessa cultura della piccola comunità Occitana di Guardia Piemontese in provincia di Cosenza.

La Ghironda di Guardia Piemontese ha la forma di una barca, della chiglia di una nave, con decorazioni e con tanto di polena, quella decorazione lignea (spesso figura femminile o di animale) che si trovava sulla prua delle navi dal XVI al XIX secolo.

A differenza delle grosse polene dei galeoni (il cui uso fu abbandonato perché influivano negativamente sulle capacità di navigazione) quella della Ghironda Occitana di Guardia Piemontese pare essersi risvegliata per ispirare il ritmo dell’incessante viaggio di questa piccola comunità Occitana verso nuovi lidi.

A presto, Sergio.

Ps: si ringrazia Domenico Iacovo per le preziose informazioni.


Ciao, sono Sergio Straface e sono un Antropologo. Mi occupo di ricerca etnografica e lavoro nel Marketing e nel Management dei Beni Culturali e del Territorio. Qui scrivo di tradizioni popolari e folklore – ricette e food – religiosità popolare – reportage – comunità storico-linguistiche calabresi – abbazie, chiese, conventi e santuari… insomma tutto quello che ha a che fare con l’universo etno-antropologico soprattutto in Calabria. Vai al Blog

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