Pietà di Antonello Gagini Soverato Calabria

La Pietà di Antonello Gagini

La Pietà di Antonello Gagini, un incredibile e sconosciuto capolavoro di scultura rinascimentale custodito nella Chiesa Matrice di Maria Santissima Addolorata di Soverato Superiore in provincia di Catanzaro in Calabria…

4 Minuti di lettura

Una breve premessa

Charles Baudelaire, poeta, scrittore, giornalista e filosofo maledettamente maledetto, aveva ragione di sostenere che il bello è sempre bizzarro, giacché il bello contiene sempre un poco di bizzarria che lo fa esser il Bello in particolare.

Ora, benché sia decisamente difficile individuare il bello in particolare, di certo ci sono opere particolarmente belle così, per tentare di parafrasare Charles Baudelaire, ci sono storie più bizzarre di altre, come quella della Pietà di Antonello Gagini.

Vedi pure la storia di una scultura a tratti sconvolgente e di pregevole fattura realizzata dal grande Antonello Gagini, artista commemorato da Giorgio Vasari come scultore rarissimo.

Vedi pure la storia di un esclusivo capolavoro della storia dell’arte italiana cinquecentesca, capolavoro custodito nella Chiesa Matrice di Maria Santissima Addolorata di Soverato Superiore in provincia di Catanzaro in Calabria, nel territorio conosciuto anche come Costa degli aranci.

Una curiosità, parlare di Pietà significa parlare di Michelangelo (altra bizzarria) e in questa curiosità c’è un dettaglio ancora più bizzarro perché Antonello Gagini, palermitano per nascita e per formazione artistica, poco meno che trentenne compì un viaggio a Roma. Qui rimase letteralmente impressionato dalle opere di Michelangelo Buonarroti.

Fu probabilmente in questo viaggio che Antonello Gagini, smarrendosi nella Pietà di Michelangelo, contempla soluzioni meno clamorose facendosi interprete di una visione più arcadica e notevolmente più umana del mistero della morte, anticipando di qualche secondo il suo collega. E questo perché nella Pietà di Antonello Gagini Cristo è veramente morto e lo sguardo di Maria è ancora dolorante.

La storia della Pietà di Antonello Gagini

La Pietà di Antonello Gagini è una scultura marmorea (per l’esattezza in marmo bianco di Carrara) datata 1521 e di fattura pregevole che, neanche a dirlo, pochissimi conoscono e ancora più pochi hanno mai visto.

Sicché stiamo parlando del bello, e quindi trattandosi di una storia bizzarra, la Pietà di Antonello Gagini è custodita nella Chiesa Matrice di Maria Santissima Addolorata di Soverato Superiore insieme a un Ecce Homo, altra opera del Gagini. Un’opera che secondo un illustre storico dell’arte è un piccolo grande capolavoro che meriterebbe da solo di essere oggetto di visita di pullman di turisti, e che nessuno invece conosce.

Aveva proprio ragione Charles Baudelaire, il bello è sempre bizzarro e assieme al bizzarro c’è qualcosa di leggendario e misterioso. In questa storia c’è qualcosa di leggendario e misterioso anche perché la Pietà di Antonello Gagini un tempo si trovava presso il Convento di Santa Maria della Pietà, o più semplicemente Pietà, in contrada Pietà di Petrizzi appunto.

Convento di Santa Maria della Pietà_Calabria

La leggenda e il mistero…

La leggenda vuole che la nostra Pietà, a seguito del terribile terremoto del 1783 che provocò importanti danni al convento di Santa Maria della Pietà (di seguito abbandonato e oggi restaurato, vincolato e tutelato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali come Bene d’interesse storico-artistico nazionale), fosse trasportata da un carro trainato da buoi. Buoi che pare abbiano deciso di percorrere la strada per Soverato Superiore e giungere esattamente dove il capolavoro attualmente si trova.

Ma prima ancora il misterioso, perché il beato Francesco di Zumpano fece emergere dalle acque dello Stretto di Messina il blocco di marmo da cui Antonello Gagini scolpì la sua Pietà. Blocco di marmo qui affondato a causa di un precedente nubifragio.

In ogni modo la Pietà di Antonello Gagini fu commissionata da Giovanni Martino d’Aquino e dal beato Francesco da Zumpano esattamente così com’è: la più bella ed eccellente di tutte le altre opere realizzate per mano di Antonello Gagini, in marmo bianco e sul basamento doveva recare San Michele Arcangelo e San Giovanni Battista con al centro San Tommaso D’Aquino che calpesta Averroè. Infine ai due lati un gruppo di persone che leggono.

Pietà di Antonello Gagini Soverato Calabria dettaglio

Bene, la Pietà di Antonello Gagini era destinata alla Chiesa del convento di Santa Maria della Pietà di Petrizzi, convento edificato nel 1510 per volere del beato Francesco da Zumpano dove morì e fu sepolto.

Il culto di beato Francesco di Zumpano e la Pietà di Antonello Gagini

Presso il convento di Santa Maria della Pietà di Pretrizzi, costruito in stile gotico secondo alcune fonti intorno al 1510 e secondo altre nel 1492, presto si diffuse il culto di beato Francesco di Zumpano, anche, per la sua ardente opera di diffusione della regola riformata di Sant’Agostino.

Qui i monaci Agostiniani vissero per oltre due secoli divulgando la regola e vivendo di carità, in povertà e praticando la preghiera e l’ascesi, magari ispirati anche dalla Pietà di Antonello Gagini tanto voluta dal loro beato.

Si tratta di un capolavoro che di certo affascinò religiosi e pellegrini che ebbero la fortuna di visitare e pregare nella Chiesa del convento e questo fino al 1783, anno del catastrofico terremoto definito dell’Italia meridionale. Terremoto, per intenderci, con un’intensità pari all’undicesimo grado della scala Mercalli e che, tra le altre cose, provocò la distruzione della Chiesa.

Chiesa del Convento di Santa Maria della Pietà_Calabria

Tuttavia, la bizzarra storia della Pietà di Antonello Gagini non termina nel 1783 quando i buoi trainarono il carro a Soverato Superiore, perché qui il capolavoro arrivò mutilato e di seguito pitturato con l’aggiunta, pare, di macchie di sangue sul Cristo.

Pratica comunque non così estroversa, anche gli artisti romani usavano dipingere le statue per farle sembrare vive, e di certo non furono gli unici.

E ancora, la Pietà di Antonello Gagini mantenne quest’aspetto fino al 1964. A partire da quest’anno furono realizzati i lavori di restauro presso l’Opificio delle pietre dure di Firenze con la realizzazione dei frammenti mancanti per fare rientro nella Chiesa Matrice di Maria Santissima Addolorata di Soverato Superiore nel 1968, altro anno bizzarro.

Leggi anche: La nascita dell’Abbazia Florense di San Giovanni in Fiore in Calabria

La pietà di Antonello Gagini oggi

Oggi la Pietà di Antonello Gagini continua a essere uno degli incredibili capolavori realizzati dell’artista palermitano per i suoi numerosi committenti Calabresi, e assieme uno dei suoi capolavori tra i meno conosciuti. E stiamo parlando di opere che hanno fatto scuola e che continuano ad abbellire gli occhi di chi li guarda.

Secondo alcuni studiosi la Pietà di Antonello Gagini supera addirittura in qualche tratto grammaticale la Pietà Michelangiolesca, secondo altri rappresenta la svolta di pagina di Michelangelo, per i visitatori tutti invece è un tesoro nascosto.

Si tratta comunque di un’opera commissionata dai discendenti dai conti di Aquino (famiglia che aveva dato i natali a San Tommaso, dottore della Chiesa Cattolica) e che continua a raccontare una storia bizzarra perché il bello è sempre bizzarro.

A presto, Sergio.

Ps: alcune foto sono tratte da Google immagini.


Ciao, sono Sergio Straface e sono un Antropologo. Mi occupo di ricerca etnografica e lavoro nel Marketing e nel Management dei Beni Culturali e del Territorio. Qui scrivo di tradizioni popolari e folklore – ricette e food – religiosità popolare – reportage – comunità storico-linguistiche calabresi – abbazie, chiese, conventi e santuari… insomma tutto quello che ha a che fare con l’universo etno-antropologico soprattutto in Calabria. Vai al Blog
   

8 commenti
  1. Salvatore
    Salvatore says:

    Interessantissimo articolo. Anni fa ho avuto il piacere di ammirare questa opera, ma non ne conoscevo ne l’autore ne la storia! Grazie Sergio

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    • Sergio
      Sergio says:

      Grazie Elisabetta, gentilissima. Sono veramente tanti i tesori poco conosciuti e da valorizzare anche semplicemente con la loro divulgazione. La tua energia è esattamente quello che serve. A presto!

      Rispondi
    • Sergio
      Sergio says:

      Grazie per i complimenti Donatella. Hai proprio ragione… la nostra bella Calabria è proprio bella e c’è tanto lavoro da fare. A presto!

      Rispondi
  2. Maria Teresa
    Maria Teresa says:

    Molto contenta di aver letto resoconto sulla pietà di Gagini, il cui nome non mi è del tutto sconosciuto, ma non sapevo di questo capolavoro.quando andrò in Calabria visitero’ senza ombra di dubbio Soverato, a pensare che son finita sul blog perché stavo cercando informazioni sul frutto cirimoia, che ho scoperto viene coltivato in Calabria.Grazie di tutte le informazioni sulla Pietà, sul fatto che è scolpita nel marmo di Carrara( io sono di Carrara), etc..etc.saluti Teresa

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    • Sergio
      Sergio says:

      Salve Maria Teresa,
      grazie per la tua curiosità, curiosità che ti ha fatto scoprire la pietà di Antonello Gagini. Si tratta di un capolavoro esclusivo, veramente emozionante, e che ti assicuro vale la pena visitare e conoscerne la storia. Si, l’annona cherimola cresce in Calabria, precisamente nella provincia di Reggio Calabria, e non è l’unico frutto che in Calabria trova il suo habitat migliore, così come il Bergamotto (anche lui in provincia di Reggio Calabria) e il Cedro (in provincia di Cosenza).
      A presto e ancora grazie,
      Sergio

      Rispondi

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