La processione di San Sebastiano a Cellara in Calabria

La processione di San Sebastiano a Cellara in provincia di Cosenza, un complesso e affascinante rito votivo che si ripete ogni anno l’ultima domenica di Agosto per le vie del borgo…

4 Minuti di lettura

Siamo a Cellara, un minuscolo borgo di poco meno 500 anime in provincia di Cosenza, adagiato su una breve collina a circa 800 metri sopra il livello del mare e circondato da boschi di castagni e pini ai piedi della Sila.

Sull’origine di Cellara bisogna risalire alle incursioni Saracene quando nell’anno 975 Cosenza fu rasa al suolo e gli abitanti che riuscirono a scampare alle scorrerie si riversarono nei luoghi circostanti più sicuri e meno accessibili creando i casali. I Casali Cosentini nascono formandosi come villaggi e Cellara era uno di questi.

Qui da oltre tre secoli (circa dal 1656) si rinnova la devozione popolare del rito della processione di San Sebastiano, culto di San Sebastiano scelto dalla popolazione come depulsor pestis probabilmente a partire dalla terribile peste del 1656. Nello stesso anno la peste imperversava nel Regno di Napoli e fu durissima (per farci un’idea il tasso di mortalità ne Regno oscillava nel fra il 50% e il 60% della popolazione).

Fu così che i Frati e i Preti presentarono il contagio come un castigo divino, la popolazione cominciò a sperare nell’aiuto dei Santi sollecitati generalmente con promesse e voti di penitenza e le manifestazioni di religiosità popolare diventarono un evento ordinario praticato non soltanto dai poveri ma anche dalle famiglie più abbienti.

Miracolo!

San Sebastiano è del popolo! (Lisa Greco).

La tradizione orale tramandata in paese ricorda come la scienza medica non riuscì a proporre rimedi efficaci contro la terrificante peste, le cure dei medici risultarono praticamente inutili rispetto le quotidiane e numerose morti. In quel tempo allora i Cellaresi in alternativa si rivolsero alle Madonne e ai Santi venerati in paese: Santa Maria della Stella, la Madonna Immacolata, San Pietro Apostolo, San Michele, Sant’Antonio e San Sebastiano.

E’ qui solo il caso di accennare che le ritualità devozionali praticate con e per queste Madonne e Santi erano di competenza delle famiglie nobili di Cellara che ne detenevano la procura e le rispettive cappelle che erano di loro proprietà (devozione sopravvissuta fino agli anni 50 del 1900). San Sebastiano invece non aveva alcuna procura poiché San Sebastiano era del popolo (oggi è il Santo protettore di Cellara).

La leggenda ricorda che i Cellaresi invocarono l’aiuto e l’intercessione delle Madonne e dei Santi senza però ottenere alcun riscontro. A Cellara si continuava a morire di Peste.

Il popolo di sua sponte decise di fare una processione con la statua di San Sebastiano che arrivato sotto il primo arco del paese arrestò miracolosamente il flagello della peste. A ricordo del miracoloso intervento di San Sebastiano qui è ancora visibile un’edicola devozionale con al sacra effige di San Sebastiano, e comevoto per grazia ricevuta i fedeli rinnovano da allora di anno in anno la processione di San Sebastiano a Cellara.

A questa leggenda si ricorda un altro evento miracoloso (decisamente più recente) quello della misteriosa guarigione di un bambino affetto da una strana malattia che nessun medico riuscì a individuare e quindi a curare.

Sicché in paese era diffusa la pratica di donare ex-voto al passaggio della statua di San Sebastiano i genitori del bambino si rivolsero a un orafo che forgiò per loro una fava d’oro che sistemarono di seguito su un tavolino di fronte la loro abitazione per salutare il passaggio del Santo.

All’arrivo della statua posero la fava d’oro sulla barella che sosteneva la statua di San Sebastiano, però i portatori dopo la consueta pausa per il consumo rituale di vino e altre vettovaglie non riuscirono ad alzare la statua perché diventata eccessivamente pesante. Il bambino allora prese la fava d’oro e si rivolse ai genitori: bisogna donare una fava vera così, donata una fava, i portatori riuscirono ad alzare la statua di San Sebastiano che divenne miracolosamente leggera. La processione continuò e dopo qualche giorno il bambino guarì dalla sua misteriosa malattia.

La processione di San Sebastiano a Cellara

Ognuno di noi è libero di credere o non credere alla leggenda di fondazione del culto di San Sebastiano a Cellara e all’intercessione del Santo, ma quello che più conta è che i Cellaresi ci credono, la ricordano con eccezionale trasporto emotivo e vivono la processione votiva con grande partecipazione.

E ancora la processione di San Sebastiano a Cellara è parte di un più complesso ciclo festivo dalla durata di 3 giorni aperto con la sfilata delle Pullicinelle (giganteschi pupazzi in cartapesta che vengono bruciati dopo aver percorso delle vie del paese) il venerdì che precede l’ultima domenica di Agosto.

La processione di San Sebastiano a Cellara in Calabria

La processione di San Sebastiano a Cellara in Calabria

La processione di San Sebastiano a Cellara in Calabria

La processione di San Sebastiano a Cellara in Calabria

La processione di San Sebastiano a Cellara in Calabria

La processione di San Sebastiano a Cellara in Calabria

La processione di San Sebastiano a Cellara in Calabria

La processione di San Sebastiano a Cellara in Calabria

La processione di San Sebastiano a Cellara in Calabria

Un’occasione rituale

Da più di 3 secoli a Cellara, ogni anno, si ripete il ciclo festivo dedicato al Santo protettore con la particolare e affascinante Processione di San Sebastiano. E’ questa anche l’occasione del ritorno in paese dei numerosi emigrati nel nord Italia e nelle Americhe, così come anche il passaggio di turisti e curiosi.

E ancora, la Cappella di San Sebastiano che in origine sorgeva fuori dal centro abitato di seguito fu scelta come il luogo intorno al quale disporre il più recente nucleo abitativo. San Sebastiano era e continua a essere il Santo del popolo, l’unico che ascoltò le preghiere dei Cellaresi, il Santo del miracolo a cui concentrare le proprie attenzioni rituali sia pubbliche e sia private. Così ricorda un’anziana donna di Cellara:

Fino al 1960 indossavo una catenina in oro, ormai non ce l’ho più, l’ho donata a San Sebastiano. Quell’anno ho avuto qualche problema di salute così l’ho levata è l’ho messa al collo di San Sebastiano quando è passato sotto casa. Ora San Sebastiano non può tenere l’oro al collo, però riesco ancora a distinguerla sul suo cuscinetto (Gina Pugliese).

E allora, la processione di San Sebastiano a Cellara è l’occasione rituale privilegiata per osservare la partecipazione dell’intera comunità a quest’antico culto votivo combinato al momento ludico della sfilata delle Pullicinelle il venerdì che precede la domenica di San Sebastiano.

A presto, Sergio.

Si ringrazia la comunità di Cellara.


Ciao, sono Sergio Straface e sono un Antropologo. Mi occupo di ricerca etnografica e lavoro nel Marketing e nel Management dei Beni Culturali e del Territorio. Qui scrivo di tradizioni popolari e folklore – ricette e food – religiosità popolare – reportage – comunità storico-linguistiche calabresi – abbazie, chiese, conventi e santuari… insomma tutto quello che ha a che fare con l’universo etno-antropologico soprattutto in Calabria. Vai al Blog

2 commenti

Lascia un Commento

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *