La vera storia della Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella in Calabria


La Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella in Calabria si trova nel parco archeologico di Scolacium nel comune di Borgia, è una delle più grandi Abbazie costruite dai Normanni in Calabria nell’ambizioso progetto di latinizzazione…

5 Minuti di lettura

Una delle contrade più belle di Catanzaro è certamente la sua Marina. Ivi sono casine fabbricate per la più parte di mattoni del tempio di Roccelletta, dove trovasi di sovente vasi lacrimali e sepolcri. Tra l’altro nel 1797 si rinvenne un pavimento lavorato a mosaico. In continuazione è l’altra contrada denominata Casciolino dove sonosi anche rinvenuti sepolcri, vestigi di acquedotti e altri oggetti antichi (Eugenio Arnoni 1846-1909)

Erasmo da Rotterdam nel suo elogio ci dice come le idee migliori non vengano dalla ragione, ma da una lucida e visionaria follia. E si sa, la follia ha una natura divina, natura che esercita un certo fascino, il fascino della diversità per esempio e anche il fascino di una possibilità.

Bene, pare che di folli ce ne siano tanti in giro, come quei visionari rapiti da storie fatte di ricordi, di sincronismi, di aneddoti e anche d’invenzioni… le varie e bizzarre micro-storie della storia. Ed è così che la storia si moltiplica per poi polarizzarsi in storie di ordinaria e di straordinaria follia. Ma prima ancora la storia, e questa è la vera storia della Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella in Calabria.

In verità non esiste una sola storia, la Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella in Calabria ci racconta tante storie, tantissime. Molti potrebbero riferire la storia ufficiale e magari trovare qualche nuovo collegamento e far luce su attuali misteri; altri potrebbero fare un’escursione nel mito e accorgersi della presenza di qualcosa di magico, di prodigioso; altri ancora preferiscono appellarsi alla leggenda e assieme alla leggenda frequentare il confine che connette il reale al meraviglioso.

E poi c’è chi come me, consapevole di conoscere una storia folle che in pochi conoscono. Ma andiamo per gradi.

La Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella in Calabria

Il rudere della Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella in Calabria si trova nel parco archeologico di Scolacium nel comune di Borgia, esattamente a pochi chilometri da Catanzaro e praticamente sul mare, nel centro dell’antica città greca Skylletion (colonia crotoniate della Magna Grecia), di seguito diventata colonia romana (Scolacium appunto) e poi conquistata da Saraceni, dai Bizantini e infine dai Normanni.

Oggi il parco archeologico di Scolacium (sede della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria) conserva il foro e la necropoli romana, il teatro greco, l’anfiteatro Romano, il museo archeologico, un vecchio frantoio e i ruderi della Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella.

In altri termini, in questi luoghi l’identità antropologica fu segnata dal virtuoso incontro di diverse civiltà che qui si fusero con quelle autoctone.

La storia, quella ufficiale, ci racconta che quest’imponente basilica fu edificata dai Normanni tra la fine dell’XI secolo e la prima metà del XII sui ruderi di un antico cenobio Bizantino, datazione confermata da un documento del 1096 del conte Ruggero indirizzato all’Episcopio di Squillace che cita l’abbatia sanctae Mariae de Roccella.

Un inciso, la Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella ebbe un ruolo di fondamentale importanza strategica per il processo di latinizzazione della Calabria, con il conseguente passaggio dall’epoca Bizantina a quella Latina: era e doveva essere il faro che avrebbe irradiato la luce della latinità in tutto il golfo di Squillace. E probabilmente così fu, anche perché questa pare fosse una delle più grandi Abbazie costruite dai Normanni in Calabria.

In ogni modo stiamo parlando di una struttura imponente, audace, carica di mistero e meravigliosamente bella. Qui s’incontrano cifre architettoniche diverse: la basilica fu edificata nei pressi della città romana Scolacium e in stile romanico occidentale con evidenti influenze Arabe e Bizantine. In origine a croce latina, la basilica conserva un’unica e grande navata a memoria delle sue enormi dimensioni di oltre 70 metri di lunghezza e 25 di larghezza.

Oggi rimangono i muri perimetrali, parte dell’abside e probabilmente le cripte o comunque passaggi sotterranei, e questo a seguito dei crolli causati dal terribile terremoto del 1783, terremoto pari all’11° grado della scala Mercalli per intenderci.

Storie di ordinaria follia della Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella in Calabria

A partire dal 2005 il parco archeologico Scolacium, con la Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella in Calabria, è diventato sede di un’incredibile mostra d’arte contemporanea, e questa è una storia di ordinaria follia.

Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella in Calabria

Stephan Balkenhol (Intersezioni 2007) – Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella in Calabria

E’ una storia di ordinaria follia perché è quello che doveva succedere: una rassegna contemporanea di scultura capace di sospendere il tempo e aprire lo spazio a nuovi scenari per una percezione altra, poetica e visionaria di questi luoghi. Esattamente come furono concepiti dai Greci prima e dai Normanni dopo, passando dai Romani, dai Saraceni e dai Bizantini… e di seguito da alcuni di noi.

Stiamo parlando di un luogo esclusivo, un sito etno-archeologico evidentemente unico nell’area mediterranea e in questi luoghi hanno deciso di confrontarsi artisti dal calibro di Jan Fabre, Mimmo Paladino, Antony Gormley, Stephan Balkenhol, Wim Delvoye, Marc Quinn, Dennis Oppenheim, Michelangelo Pistoletto e Daniel Buren. Proprio qui, nell’antica città di Minervia Scolacium.

Un altro inciso, Intersezioni (così si chiamava la rassegna di arte contemporanea) è stata anche una visionaria opera di marketing culturale. Numerose opere prima presentate nel parco archeologico di Scolacium oggi si trovano esposte presso il Parco della biodiversità Mediterranea nel centro di Catanzaro, con un imponente patrimonio di istallazioni artistiche immerse nel patrimonio botanico del parco.

E per raccontare un’altra storia di ordinaria follia, la Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella in Calabria da oltre 15 anni fa da straordinaria cornice alla rassegna Armonie d’Arte Festival con spettacoli di musica, teatro e danza. E qui le parole non servono, la magia non si può raccontare.

Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella in Calabria

Antonio Raffaele (Armonie d’Arte Festival) Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella in Calabria

Leggi anche: Sulle tracce dell’Abbazia Benedettina della Santissima Trinità di Mileto in Calabria

Storie di straordinaria follia della Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella in Calabria

E poi ci sono le storie di straordinaria follia, quelle micro-storie della storia che difficilmente accadono e quando accadono è un bene che accadano, e accadono probabilmente perché erano già nella visione di chi questi luoghi li ha addomesticati e abitati. La follia è contagiosa, pare.

Anche queste storie non possono essere raccontante con semplici parole, sono ricordi, ricordi che si traducono in immagini, e l’immagine che ora vedo si trova sospesa in un tempo e in un luogo: il tempo mi riporta ai primi anni ’90, il luogo è la Basilica Normanna di Santa Maria della Roccella in Calabria. Era esattamente qui che da sedicenni si andava a passeggiare con gli amici le notti di primavera e magari al chiaro di luna. In quegli anni il parco archeologico non esisteva.

Lo ricordo ancora, era un luogo magico e incantato, osservando il cielo da dentro la basilica o dai finestroni laterali il tempo si fermava, e allora erano magiche e incantate le storie che raccontavamo e che inventavamo. L’immaginazione non aveva limiti e la basilica Normanna era solo la prima tappa, il viaggio nel tempo e nello spazio proseguiva nel foro romano per arrivare al teatro greco, un posto da fuori di testa.

Teatro greco presso il Parco Archeologico di Scolacium in Calabria

Marc Quinn (Intersezioni 2007) Teatro greco – Parco Archeologico di Scolacium

Allora andavamo a sederci sui gradoni con una birra in mano e una sigaretta nell’altra (in quei tempi non esistevano recinsioni o staccionate), fortunati testimoni di uno spettacolo esclusivo, e si parlava sottovoce… era divertente ascoltare l’eco delle nostre parole e da li guardare il mare. Poi è arrivato Marc Quinn che ha intuito tutto!

A presto, Sergio.

Ps: si ringrazia l’amico Antonio Raffaele per la foto di Armonie d’Arte Festival.


Ciao, sono Sergio Straface e sono un Antropologo. Mi occupo di ricerca etnografica e lavoro nel Marketing e nel Management dei Beni Culturali e del Territorio. Qui scrivo di tradizioni popolari e folklore – ricette e food – religiosità popolare – reportage – comunità storico-linguistiche calabresi – abbazie, chiese, conventi e santuari… insomma tutto quello che ha a che fare con l’universo etno-antropologico soprattutto in Calabria. Vai al Blog

2 commenti
  1. Antonio
    Antonio says:

    Complimenti Sergio, bellissimo articolo su uno dei posti più belli ed emotivamente più carichi e magici della mia vita e che mi accompagna dall’infanzia. Molti di noi sono legati a questo posto straordinario…

    Rispondi

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