Pesca su paranza

Un giorno in barca: pesca su paranza

Breve etnografia di un giorno in barca per la pesca su paranza lungo la costa Jonica di Catanzaro in Calabria (con reportage etnografico).

2 Minuti di lettura

Dimmi dimmi mio Signore, dimmi che tornerà
l’uomo mio difendi dal mare, dai pericoli che troverà…
(Pierangelo Bertoli, Pescatore)

Durante le mie frequenti passeggiate sul lungomare di Catanzaro, nel territorio conosciuto anche come Costa degli aranci, mi capita spesso di recarmi al porto: è un luogo affascinante, silenzioso, che stimola la riflessione. Qui un giorno osservando una paranza rientrare lentamente tra i vari pensieri ho pensato di fare un reportage etnografico sulla pesca su paranza.

Per quanto mi risulta, la letteratura antropologica si è concentra prevalentemente sullo studio delle società di pesca con particolare attenzione agli aspetti dell’organizzazione sociale, delle tecniche di pesca così come l’indagine degli aspetti economici.

Se devo essere sincero, e per quanto sia molto interessante scoprire queste dinamiche, in quel momento non ero particolarmente attratto da tutto questo, nel senso che ero sedotto dall’idea di partecipare alla pesca su paranza per un giorno, andare in barca con i pescatori dall’alba al tramonto, parlare con loro e tentare di pensare come loro.

La mia idea era fare un giorno in barca, andare a pesca su una paranza vera, divertirmi e magari rubare qualche scatto fotografico. Detto, fatto.

Voglio premettere che ho da sempre osservato i pescatori con un’aria di rispetto e curiosità: i loro silenzi, lo sguardo un po’ vago, l’abbigliamento stravagante, la vita apparentemente sregolata e poi il loro rapporto con il mare. Così, il caso ha voluto che al mercato del pesce a ridosso del porto di Catanzaro tra le altre persone abbia riconosciuto Vincenzo al quale ho espresso le mie intenzioni e lui: Lo soffri il mare? e ancora Noi andiamo a pesca presto e ci stanchiamo.

E così fu. Partenza all’alba, o per essere più precisi prima dell’alba, erano le 4 del mattino e la fortuna ha voluto che fosse una giornata fantastica…

Un giorno in barca: pesca su paranza

Un giorno in barca: pesca su paranza

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Un giorno in barca: pesca su paranza

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Galleggiando

In quest’articolo ho preferito far parlare le immagini piuttosto che scrivere parole, immagini che vogliono comunicare l’emozione di una giornata molto particolare trascorsa a galleggiare in mare giocando alla pesca su paranza. Così, spesso mi chiedo cosa mi sia portato a casa dopo questa giornata, e mi vengono in mente due cose…

Riecheggiano ancora nella mia mente le frasi di quei nomadi del mare che tra una cala e l’altra, tra una risata e una sigaretta e soprattutto durante il delizioso pranzo a base di gamberoni arrostiti e spaghetti con gamberi appena pescati… Sergio è questa la vita che facciamo, è una vita di sacrificiTi cacci i ca**i ‘da capu e ancora Dici che viene il postino qua?

Questa è la prima idea, la seconda è il piacere dell’esperienza, un’esperienza capace di recuperare quella dimensione emotiva e assieme connettiva bella da condividere e che magari potrebbe addirittura tradursi in un’opportunità, quella di una proposta anche turistica della pesca su paranza.

A presto, Sergio.

Ps: si ringrazia Vincenzo.


Ciao, sono Sergio Straface e sono un Antropologo. Mi occupo di ricerca etnografica e lavoro nel Marketing e nel Management dei Beni Culturali e del Territorio. Qui scrivo di tradizioni popolari e folklore – ricette e food – religiosità popolare – reportage – comunità storico-linguistiche calabresi – abbazie, chiese, conventi e santuari… insomma tutto quello che ha a che fare con l’universo etno-antropologico soprattutto in Calabria. Vai al Blog

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