La festa dei Santi Cosma e Damiano a Riace in Calabria

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La festa dei Santi Cosma e Damiano a Riace è una delle feste processionali più partecipate della Calabria, con la presenza di devoti dei paesi limitrofi e delle comunità Rom e Sinti di tutta la regione…

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La festa

Festa sta per solennità religiosa, civile o familiare, e specialmente per onorare la divinità, che gli antichi celebravano sempre con danze, conviti e canti. Ne consegue che la festa è una dimostrazione di allegrezza, di gioia.

In ogni modo, con uno sguardo più profondo, nella festa emerge la sua dimensione comunitaria, che diventa necessariamente egualitaria. Qui, i componenti della comunità, o della communitas per usare una tassonomia cara all’antropologo Victor Turner, si con-fondono.

L’uno è con l’altro in un fluire dell’io al tu, e dal tu al noi, e la comunità si fa evento, festivo appunto. Che è più o meno quello che avviene durante la festa dei Santi Cosma e Damiano a Riace.

Riace

Riace è un piccolo paese in provincia di Reggio Calabria, lungo la cosa ionica calabrese, nel territorio conosciuto anche come Costa dei Gelsomini.

Qui hanno luogo le celebrazioni in onore dei Santi Cosma e Damiano, conosciuti anche come Santi medici perché in grado di operare miracolose guarigioni. Celebrazioni che si festeggiano con la festa di maggio detta festa del Braccio, e la festa di settembre dal 25 al 27 del mese.

I Santi Cosma e Damiano

Sulla nascita, la vita e la morte dei fratelli gemelli Cosma e Damiano non ci sono dati storici certi. Sono diffuse, però, diverse leggende e tradizioni più o meno accettate.

Teodoreto, vescovo di Ciro, scrive che i due Santi nacquero nella seconda metà del sec. III d.C. a Egea. Qui esisteva un tempio dedicato ad Asclepio, dio della medicina, dove i sacerdoti praticavano cure mediche, anche, attraverso la pratica dell’incubatio.

Entrambi studiarono medicina in Siria e, ritornati a Egea, cominciarono a curare gli ammalati senza chiedere compenso. Morirono, durante l’impero di Diocleziano subendo il martirio e decapitati, probabilmente denunciati dai sacerdoti del tempio per via dalla gratuità dei loro interventi medici.

In ogni modo il culto dei Santi taumaturgi iniziò immediatamente dopo la loro morte. Così, a partire dal V secolo, prima in oriente e dopo in occidente, furono costruite molte chiese e basiliche a loro dedicate.

La tradizione vuole che i malati si recassero in questi luoghi di culto per chiedere la guarigione, sia del corpo che dell’anima, praticando il rito dell’incubatio. Cioè si addormentavano nella chiesa in attesa che, durante il sonno, i Santi apparissero prendendosi cura di loro.

La leggenda di fondazione del culto dei Santi Cosma e Damiano a Riace

La leggenda di fondazione del culto dei Santi Cosma e Damiano a Riace è intimamente connessa alla costruzione del Santuario a loro dedicato.

Foto Wikipedia

Si narra che, precisamente un certo giorno di mille anni fa, un pastore incontrò due uomini. I due uomini lo esortarono a lasciare il gregge per andare a Stignano, e qui avvisare la comunità che due medici provenienti dall’Oriente volevano edificare una Chiesa. Erano i Santi Cosma e Damiano.

Il giovane pastore, però, si fermò nella vicina Riace comunicando alla cittadinanza quanto avvenuto. Così, recati nei pressi del luogo del misterioso incontro, non trovando nessuno, iniziarono ugualmente la costruzione della Chiesa lavorando fino al tramonto. Costruzione che sarebbe crollata durante la notte.

Al risveglio gli uomini riedificarono il tempio che crollò nuovamente la notte successiva. Così come il terzo giorno. La notte del terzo giorno i Santi medici apparvero in sogno al giovane pastore, consigliandogli di impiegare una delle pietre su cui erano seduti durante il loro incontro nella costruzione affinché non crollasse più. E così fu.

Da quel giorno di mille anni fa i Santi Cosma e Damiano furono venerati a Riace con due cicli festivi.

La festa di maggio

La festa dei Santi Cosma e Damiano di Riace di maggio, o festa del Braccio, si celebra a Riace ogni anno la seconda domenica del mese, secondo molti per celebrare quanto accaduto al giovane pastore. Si tratta di una processione intima, riservata, a cui partecipano tutti i cittadini riacesi.

La processione prende avvio da località Castedu. Qui, intorno al braccio reliquiario dei Santi Cosma e Damiano su una varetta di legno, si intonano le litanie lauretane con l’accompagnamento musicale della banda.

La varetta con il braccio reliquiario dei Santi Cosma e Damiano è trasportata a spalla da un gruppo di donne, per seguire un itinerario rituale attraverso sentieri di campagna per giungere sulla spiaggia di Riace Marina.

Un rito propiziatorio quasi a estendere simbolicamente la protezione dei Santi nelle campagne e nella nuova marina. Giunta sulla spiaggia, la varetta viene imbarcata per essere condotta nei pressi di uno scoglio dove la tradizione racconta che sia rimasta l’impronta del piede di San Cosma.

La festa di settembre

La festa dei Santi Cosma e Damiano di Riace di settembre è celebrata ogni anno dal 25 al 27 del mese. Le statue dei Santi sono portate in processione dalla Chiesa Matrice al Santuario, per poi ritornare in paese al termine del terzo giorno.

Si tratta decisamente di una delle feste processionali più belle e partecipate della Calabria, con un’incredibile presenza di devoti che giungono per venerare i Santi in processione a piedi, con carri o in auto dai paesi limitrofi. Con la partecipazione eccezionale delle comunità Rom e Sinti di tutta la Calabria, che oltre ai Santi Cosma e Damiano venerano anche il Beato Zeffirino martire.

Un inciso, nel Santuario di Riace è presente un quadro raffigurante il Beato Zeffirino, detto El Pelè. Si tratta di un martire gitano, ucciso durante la guerra civile in Spagna il 2 agosto 1936 per aver difeso un sacerdote, e proclamato beato da Giovanni Paolo II il 4 maggio 1997.

‘A calata di Santi

Fin dalle prime luci dell’alba del 25 settembre nel paese giungono i fedeli che convergono tutti verso la Chiesa Matrice. Qui avviene il rito della Calata di Santi.

Le statue dei Santi Cosma e Damiano vengono calati dalla nicchia sopra l’altare centrale della Chiesa Matrice già addobbata con u paratu, per essere esposte alla venerazione dei fedeli.

Il rito della Calata di Santi avviene con celebrazione ufficiale da parte del parroco. Dopo la lettura dei salmi alcuni fedeli adagiano le statue su una portantina sotto l’altare, esponendosi alla pubblica venerazione mostrando alcuni simboli, come la palma del martirio in oro.

La veglia e il rito dell’incubazio

Nella Chiesa Matrice i pellegrini pregano, cantano e recitano intime confessioni per tutta la giornata e la notte. Molti portano doni per le grazie ricevute, altri con la speranza che i Santi esaudiscano le loro preghiere.

Sono ex voto anatomici in genere in cera, che riproducono le parti del corpo guarite dai Santi come gambe, braccia, cuori, teste.

Museo Calabrese di Etnografia e Folklore Raffaele Corso di Palmi

Alcuni addirittura porgono i bambini, molti vestiti con gli abiti dei Santi, anche in questo caso in segno di riconoscenza per una grazia ricevuta, per chiedere la grazia o semplicemente per consacrarli ai Santi.

La venerazione ai Santi Cosma e Damino, con le manifestazioni di pietà popolare, dura per tutta la giornata e la notte quando, tra le preghiere e i canti, molti fedeli si addormenteranno a terra perpetuando il rito dell’incubazio.

Intanto fuori i devoti Rom e Sinti si preparano alla prima veglia consumando la cena e ballando tarantelle al suono dell’organetto e del tamburello, tarantella che qui prende il nome di a danza di curtegli o scherma. Altri devoti dormono in auto, nei carri o in sacchi a pelo per terra nel borgo di Riace.

Leggi anche: La processione di San Rocco di Gioiosa Ionica

La processione dei Santi Cosma e Damiano

Terminata la veglia, la mattina del 26, i fedeli e le comunità Rom e Sinti raggiungono l’atrio della Chiesa Matrice, quasi per con-fondersi nell’attesa dell’uscita dei Santi. E’ questa la magia della festa dei Santi Cosma e Damiano di Riace.

Con la loro uscita dalla Chiesa i Santi sono accolti da applausi, urla, invocazioni. Prende avvio la processione dei Santi Cosma e Damiano. Lungo il percorso rituale che dalla Chiesa Matrice conduce al Santuario i fedeli tutti scortano le statue dei Santi intonando preghiere e canti.

La festa dei Santi Cosma e Damiano a Riace in Calabria

Foto di Giulia Pingitore

I devoti Rom e Sinti danzano al suono incessante e ipnotico di organetti e tamburelli, molti vestono con l’abito votivo dei Santi. Molti porgono offerte in denaro, altri ancora affidano alla protezione dei Santi i loro bambini facendogli toccare le statue con l’aiuto di un uomo che attende sulla portantina.

All’arrivo sulla scalinata del Santuario i Santi vengono mostrati a tutti i fedeli, mentre i fuochi pirotecnici salutano il loro ingresso continuando a suonare e ballare per tutto il pomeriggio. La sera ha inizio una nuova veglia. I devoti trascorrono la notte in preghiera nel Santuario fuori, invece, proseguono incessanti i canti, la musica e le danze delle comunità Rom e Sinti che attraggono fedeli e curiosi.

Suonatori, spettatori e danzatori fanno rota, delimitando uno spazio circolare in cui una coppia si esibirà in questa danza. La rota è gestita del Mastru i ballu che, di volta in volta, invita gli astanti a ballare, dopodiché interviene congedando il primo con la formula fora u primu per sostituirlo, di seguito, con un altro.

Tutto questo fino al pomeriggio del 27, quando le statue dei Santi medici rientreranno nella Chiesa Matrice scortate dai loro fedeli con la predica conclusiva del parroco.

A presto, Sergio.

Ps: la foto in testa è tratta da Wikipedia


Ciao
, sono Sergio Straface e sono un Antropologo. Mi occupo di ricerca etnografica e lavoro nel Marketing e nel Management dei Beni Culturali e del Territorio. Qui scrivo di tradizioni popolari e folklore – ricette e food – religiosità popolare – reportage – comunità storico-linguistiche calabresi – abbazie, chiese, conventi e santuari… insomma tutto quello che ha a che fare con l’universo etno-antropologico soprattutto in Calabria. 
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